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FASCI DEI LAVORATORI – RINO MESSINA: “IL PROCESSO IMPERFETTO” 1894: i Fasci siciliani alla sbarra

I primi anni del 1890 furono caratterizzati in Sicilia da un grande movimento di massa “i Fasci dei lavoratori” costituiti prevalentemente da contadini, zolfatari e artigiani.

L’esigenza di organizzarsi sindacalmente nasceva dalle condizioni di vita che erano veramente misere e dallo sfruttamento padronale.

Certamente ha contribuito a dare coraggio ai lavoratori la nascita del Partito Socialista che tenne il suo congresso di fondazione a Genova nel 1892 presso la sala Sivori.

Nel giro di poco tempo si costituirono ben 175 fasci con 70.000 aderenti che furono protagonisti di scioperi, che alcune volte sfociarono in vere e proprie sommosse.

La provincia di Agrigento ebbe un grande ruolo in questo movimento: basta ricordare il congresso regionale dei Fasci dei lavoratori tenutosi a Grotte, centro zolfifero di grande rilievo, nel 1893.

Giolitti fu tollerante con questo movimento ma nel 1893, con l’avvento al Governo di Francesco Crispi, la situazione precipitò e si passò al pugno di ferro.

Infatti il 3. Gennaio 1894 Crispi decretò lo stato d’assedio e nominò il Tenente Generale Roberto Morra di Lavriano e della Montà regio commissario straordinario per la Sicilia con pieni poteri.

Furono istituiti i tribunali militari di guerra e si passò quindi agli arresti dei dirigenti dei Fasci dei lavoratori.

Il 3.1.1894, in sfregio alla immunità parlamentare, viene arrestato l’On. Giuseppe De Felice Giuffrida; il 4 vengono arrestati Ciralli e Petrina; il 5 gennaio Montalto e Cassisa; il 16 gennaio Bosco, Barbato e Verro; il 25 Pico e il 4 Febbraio Benzi; Gulì era già agli arresti dal 5.12.1893.

Il processo è rapido e il 30 maggio 1894 si ha la sentenza con le seguenti condanne:

Giuseppe De Felice Giuffrida viene condannato alla pena complessiva di 18 anni;

Petrina Nicolò viene condannato a 3 anni mentre Benzi Gaetano a 2 anni; Bosco, Verro e Barbato a 12 anni ciascuno; Giacomo Montalto viene condannato a 10 anni e Pico Antonino a 5 anni.

Vengono assolti Cassisa Francesco, Ciralli Francesco e Gulì Emanuele.

Bosco, Verro, Barbato e Montalto vengono condannati alla interdizione perpetua dai pubblici uffici mentre a Pico viene comminata la interdizione temporanea.

Gli imputati furono condannati a pagare le spese processuali.

La sentenza fu confermata quasi in toto dalla Cassazione il 13 luglio 1894.

Chiuso il conto con gli eroici dirigenti dei Fasci dei lavoratori il 18 agosto 1894 viene revocato lo stato d’assedio.

Il 13 marzo 1895 il detenuto Bosco viene eletto deputato.

Il 14 Marzo 1986 il Governo Rudinì concede l’amnistia per i fatti di Lunigiana e di Sicilia e ciò anche a seguito di una petizione portata avanti dal Giornale di Sicilia e firmata da 85.000 siciliani.

Su Fasci dei lavoratori sono stati scritti tantissimi libri ma nessuno aveva scavato sulla legittimità del processo.

Ora un giudice, il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello Rino Messina, che è stato anche Presidente del Tribunale militare di Palermo, ha voluto studiare quel processo rilevandone le illegittimità e ha dato alle stampe il libro di cui oggi noi discuteremo con lo stesso Dr. Messina: IL PROCESSO IMPERFETTO” 1894: i Fasci siciliani alla sbarra( Editore Sellerio).

Agrigento,lì 3.5.2009 Gaspare Agnello