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Questo nostro blog è prevalentemente culturale e quindi ci sembra doveroso presentare l’ultima fatica letteraria di un agrigentino molto noto anche fuori della nostra terra per la sua intensa attività culturale e politica: si tratta del Prof.Enzo Lauretta che in questi giorni manda nelle librerie italiane la sua ultima fatica letteraria “ I due preti” edito da “La Cantinella” di Catania [2004, 8°, pp. 168].

Enzo Lauretta non avrebbe bisogno di nessuna presentazione ma noi dobbiamo fare il nostro dovere ed illustrare la sua biografia anche per le pochissime persone che non conoscono tutta la sua attività letteraria.

Lauretta è agrigentino a tutti gli effetti ma è nato a Pachino e quindi è compaesano di Brancati di cui scrisse la biografia. Nel 30 un suo fratello muore annegato con altri ragazzi pachinesi cosa che ricorda nel sua libro “ La piccola spiaggia” che il direttore della rivista culturale de La Sicilia Stilos definisce uno dei suoi libri più belli.

Quindi la famiglia lascia Pachino e si trasferisce a Siracusa e quindi ad Agrigento dove il giovane Lauretta compie gli studi liceali per poi laurearsi in lettere e quindi in legge.

Ha pubblicato “I giorni della vacanza” Mursia 1973, La sposa era bellissima Vallecchi 1984 premio Rhegium Julii e premio Sila: dal romanzo sono stati tratti il film omonimo e lo sceneggiato della radio svizzera italiana; “ La piccola spiaggia” Vallecchi 1986, premio Savarese per la narrativa; “ I Salmoni di San Lorenzo” Vallecchi 1988, premio Campofranco da cui lo sceneggiato omonimo della radio Svizzera Italiana; Maddalena Rizzoli 1991, premio Martoglio per la narrativa, e gli interventi critici su Vitaliano Brancati, Ercole Patti e Giorgio Saviane oltre che su Pirandello.

Ed ora il romanzo “ I due preti”

Noi non vogliamo parlare della attività politica di Enzo Lauretta che non ci interessa sul piano letterario anche se è una attività che ha segnato la vita di Lauretta e ha contribuito a formarne la sua personalità sia nel bene che nel male perché la politica è una grande cosa ma molto spesso ha risvolti sconcertanti ed assurdi che mal si conciliano con un uomo di lettere.

Vogliamo solo citare, per i risvolti letterari il giudizio su Lauretta di Graziella Corsinovi, nella prefazione al libro di Stefano Milito intitolato “Lauretta saggista e narratore” , che definisce Lauretta: “ Uomo politicamente e civilmente impegnato, acuto saggista, brillante e persuasivo romanziere e, recentemente, sceneggiatore di film, porta nella sua diversificata attività, la forza e la passione, l’intelligenza e l’umanità di chi crede nella diffusione della cultura come tramite di una comunicazione profonda tra gli individui, come strumento di crescita morale e civile, indispensabile allo sviluppo spirituale dell’uomo.

Passione ed intelligenza, vigoria intellettuale e fisica, contraddistinguono “ il perenne giovane”Lauretta, sospinto da una tensione etica e conoscitiva, da una curiositas sperimentale che accompagnano ogni sua azione, pragmatica o speculativa, illuminandola e sorreggendola anche quando ( e forse soprattutto quando) le difficoltà incontrate sembrerebbero insormontabili.”

Il libro che oggi noi presentiamo e cioè “ I due Preti” narra la storia di un ragazzo Luigi che, tramite la sua amica Luisetta, conosce Margherita.

E nasce un grande amore tra Luigi e Margherita. I due ragazzi vivono intensamente questo loro rapporto e Luisetta ,che pure ama Luigi, fa un passo indietro e vigila su l’amore dei due amici.

E’ un amore tormentato per Margherita che appartiene ad una famiglia “ disastrata” e l’amore finisce che l’uccisione di Margherita ( Non vi diciamo il nome dell’assassino per non togliervi il gusto della lettura).

Ne vi diremo neanche del lungo dramma di Luigi.

Vi diciamo solo che Luigi entra in seminario per farsi prete e lì conosce Marco che diventa il suo confidente, il suo amico più caro.

Marco e Luigi diventano preti e Luigi viene relegato in una parrocchia di periferia perché diventa un prete del dissenso come tanti ce ne sono stati ad Agrigento

Si dibatte nel libro il problema del celibato dei preti, il problema del divorzio, appare il problema della droga, del sesso, dei rapporti difficili tra coniugi ed il tutto è intriso da profonda fede cristiana.

Il leit motif del libro è il Vangelo, è il Cristo morto sulla croce, il suo dolore causato dai chiodi che gli hanno trapassato le mani ed i piedi per redimere l’umanità.

E ciò non sappiamo se toglie o aggiunge qualche cosa al libro.

Di certo c’è che Lauretta scrive questo libro quale uomo di fede profonda. Un uomo che a ottanta anni sembra voler fare i conti con Dio e questo gli dà serenità e dà serenità ai personaggi del libro che sempre trovano una soluzione nella fede, in Dio, nella croce.

Manca il dramma del miscredente, il dubbio e la solitudine di chi non ha trovato Dio ed è sempre alla ricerca della verità che mai raggiungerà e che lo porterà sempre ad interrogarsi e a ricercare, magari raggiungendo la dannazione, dando una dimensione drammatica ed, a mio avviso più vera più viva, alla letteratura dei miscredenti, dei dubbiosi, letteratura che ha certamente una dose di drammaticità che la rende più vicina all’uomo del nostro tempo.

E questo lo diciamo anche se dobbiamo ammettere che il libro di Lauretta “ I due preti” si conclude con un grosso dramma psicologico con una non scelta e viene lasciato al lettore il modo di concludere il racconto per darle una sua fine confacente ai suoi sentimenti ed alle sue credenze.

Il libro è scritto con un linguaggio piano e scorrevole e si legge tutto d’un fiato.

Si può o meno condividere l’impostazione e le conclusioni a cui perviene l’autore. Ma il fatto è che quando si inizia la lettura del libro di Lauretta si vuole proseguire subito per arrivare alla conclusione e per vedere lo svolgersi del dramma. Ciò significa che il libro suscita interesse e merita di essere letto.
Agrigento,lì 25.11.2004 Gaspare Agnello gaspareagnello@virgilio.it