Nel Corso delle nostre trasmissioni abbiamo parlato ripetutamente di Leonardo Sciascia, che è stato il nostro padre spirituale e al quale dobbiamo tutto quello che siamo sul piano culturale.
Oggi vogliamo dedicare una puntata allo scrittore di Racalmuto e ciò in occasione della ripubblicazione dell’opera omnia di Sciascia curata da Claude Ambrosie per i tipi della casa editrice Bompiani (euro 144) che ognuno può regalare a se stesso o ad amici carissimi, un dono prezioso e utile per la vita, perché Sciascia si deve leggere sempre per comprendere la cultura e il senso della vita, per assaporare una prosa semplice, elegante e raffinata che nulla concede alla tortuosità del linguaggio.
A questo siamo stati indotti anche e soprattutto da un articolo di Matteo Collura (pubblicato sul Corriere della Sera) che parla della ripubblicazione dell’opera sciasciana e lamenta il tentativo di far dimenticare il maestro di Regalpetra.
Un altro motivo che ci impone di parlare ancora di Sciascia è la insulsa polemica che alcuni intellettuali hanno portato avanti su un presunto atteggiamento benevolo di Sciascia nei riguardi della vecchia mafia.
Presentare la vita e l’opera di Sciascia è una operazione lunga e difficile perché Sciascia è stato protagonista della cultura europea per circa cinquant’anni, intervenendo sempre sia sui fatti culturali, sia sui fatti politici e di costume con articoli, recensioni, romanzi, poesie e creando attorno a sé una fitta rete di intellettuali capaci di creare un movimento culturale che ha influenzato la letteratura, la critica, la pittura, la scultura, la fotografia… e che oggi si battono perché l’eredità di questo scrittore scomodo non vada colpevolmente dimenticata.
Sciascia nasce a Racalmuto l’8 gennaio 1921 da Genoveffa Martorelli, casalinga, e da Pasquale, impiegato nelle zolfare. Viene allevato da due zie, di cui una maestra. Viene influenzato dal mondo della zolfara e dall’odore dello zolfo, impara a odiare il fascismo e Mussolini (mussudipuorcu, come lo chiamava la cameriera Totina).
Frequenta le scuole elementari a Racalmuto, quindi viene mandato presso la sartoria di Luigi Casuccio e Salvatore Acquista per imparare il mestiere. Ma dopo qualche anno riprende gli studi ed incomincia a leggere tutti i libri di cui viene in possesso.
Nel 1935 la famiglia si trasferisce a Caltanissetta e Leonardo si iscrive all’Istituto Magistrale “IX maggio” dove conosce il poeta Luca Pignato, Vann’Antò e soprattutto Vitaliano Brancati, che gli aprono nuovi spazi letterari.
Il prof. Giuseppe Granata gli schiude le porte del mondo letterario d’ oltre oceano facendogli quindi conoscere la verità sulla guerra di Spagna.
Caltanissetta si appalesa per il giovane maestro “una piccola Atene” ed inciderà profondamente sulla sua formazione.
Dal 1941 al 1948 lavora a Racalmuto all’UCSEA, ufficio per l’ammasso obbligatorio del grano, dell’orzo e dell’olio; qui impara a conoscere il mondo contadino.
Nel 1943 conosce Maria Andronico, che sposerà nel 1944 a seguito di una fuitina.
Nel 1948 si suicida il fratello Giuseppe e nel corso dello stesso anno inizia l’insegnamento nelle scuole elementari di Racalmuto.
Nel 1957 viene distaccato al Ministero della P.I. a Roma, ma vi rimane solo un anno e quindi si trasferisce a Palermo dove le figlie Laura ed Annamaria frequentano l’Università. Non riesce però a sentirsi palermitano e continua a trascorrere tutto il periodo estivo in contrada Noce, a Racalmuto, dove vedono la luce la maggior parte delle sue opere letterarie.
Nel 1970 lascia l’insegnamento che tanto gli pesava.
Nel 1975 viene eletto consigliere comunale di Palermo (come indipendente di sinistra nelle liste del PCI), ma si dimette dopo appena due anni, sia perché ritiene inutile la sua presenza alla sala delle lapidi sia perché comprende, tra i primi, la fine del sogno comunista.
Nel 1979 viene eletto deputato al Parlamento italiano e deputato al Parlamento europeo, nelle liste del Partito Radicale. Si dimette da eurodeputato e svolge il ruolo di parlamentare della Repubblica Italiana per tutta la legislatura, facendo parte della commissione Moro, dove ebbe un ruolo molto importante.
I suoi libri più importanti sono: il libro di poesie La Sicilia, il suo cuore, 1952;
Le favole della dittatura, 1950; Le parrocchie di Regalpetra, Laterza 1956; Gli zii di Sicilia, Einaudi 1958; Il giorno della civetta, Einauidi 1961; Il Consiglio d’Egitto, Einauidi 1963; Morte dell’inquisitore, Laterza 1964; L’Onorevole, Einaudi 1965; A ciascuno il suo, Einaudi 1966; Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D., Einaudi 1969; Il contesto, Einaudi 1971; Atti relativi alla morte di Raymond Roussel, Esse 1971; Il mare colore del vino, Einaudi 1973; Todo modo, Einaudi 1974; La scomparsa di Majorana, Einaudi 1975; I pugnalatori, Einaudi 1976; Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia, Einaudi, 1977; L’affaire Moro, Sellerio 1978; Dalla parte degli infedeli, Sellerio 1979; Il teatro della memoria, Einaudi 1981; Kermesse, Sellerio 1982; La sentenza memorabile, Sellerio 1982; Stendhal e la Sicilia, Sellerio 1983; Occhio di capra, Einauidi 1984; Cronachette, Sellerio 1985; Per un ritratto dello scrittore da giovane, Sellerio 1985; La strega ed il capitano, Bompiani 1986; 1912+1, Adelphi 1986; Porte aperte, Adelphi 1987; Il Cavaliere e la morte, Adelphi 1988; Alfabeto pirandelliano, Adelphi 1989; Una storia semplice, 1989; i saggi Pirandello ed il pirandellismo, Pirandelllo e la Sicilia, La corda pazza, Nero su nero, Cruciverba, A futura memoria (se la memoria ha un futuro), Fatti diversi di storia letteraria e civile.
Dai suoi libri sono stati tratti parecchi film: A Ciascuno il suo, per la regia di Elio Petri; Il giorno della Civetta, per la regia di Damiano Damiani; Cadaveri eccellenti, (dal Contesto) per la regia di Francesco Rosi; Todo modo, per la regia di Elio Petri; Porte aperte, per la regia di Gianni Amelio; Una storia semplice, regista Emidio Greco.
Sciascia muore a Palermo il 20 novembre 1989 e le sue spoglie mortali riposano a Racalmuto.
Sulla sua tomba fece scrivere: “Ce ne ricorderemo, di questo pianeta.”
Agrigento, 8.8.2005
Gaspare Agnello
Questa Recensione è Contenuta nel mio Libro “Narrativa in Tv, Un Libro Per Amico”




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