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Mi chiamo Gaspare Agnello e sono nato nel 1934 a Grotte (AG). Mio padre, proveniente da una famiglia poverissima e numerosissima, era un piccolo commerciante che aveva il suo mezzo di trasporto e cioè il carretto e quindi era un lavoratore autonomo che viveva una certa agiatezza, che gli consentì di non fare soffrire ai propri figli la fame durante il periodo della guerra. Mia madre era una figlia di “burgisi” e quindi figlia di piccoli proprietari terrieri  che erano considerati benestanti.

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Foto mia con moglie e nipoti – feb 2012.

La famiglia di mio padre (Antonio) era costituita da ben 9 figli e quella di mia madre da 10 figli che vissero tutti fino a una età ragguardevole.

Famiglia Fratelli Agnello

Ho fatto gli studi  elementari e le medie a Grotte e Racalmuto, mentre il Magistrale nella Agrigento distrutta dai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale.

Ho conseguito ilo diploma di Abilitazione Magistrale nel 1953 e quindi ho insegnato per tre anni nelle scuole “sussidiarie”( scuole di campagna) e per un anno in una scuola “itinerante”( scuola che si faceva nelle case degli alunni anziani e analfabeti).

Ho sostenuto gli esami di ammissione al Magistero di Messina ma, come Sciascia che frequentò lo stesso Magistero, non conclusi gli studi universitari.

Nel 1952 ho preso la tessera del Partito socialista italiano probabilmente spinto da “odio” di classe, da un humus di sinistra che si è respirato sempre nel mio paese, dove gli zolfatari hanno fatto una grande storia del movimento operaio,  e per l’addottrinamento da parte di alcuni laureati che tenevano corsi di marxismo nella sezione del Partito Comunista di Grotte.

Nel 1956, con una lista del blocco del popolo costituita da comunisti e socialisti e con il simbolo di Garibaldi, sono stato eletto consigliere comunale, con un voto plebiscitario, e quindi  Vice Sindaco.

Per un anno ho diretto, quasi da solo, il comune. Ma la mancanza di fondi, il sabotaggio del Governo regionale guidato dai DC che non ci dava alcun finanziamento, lo sciopero dei farmacisti  e degli impiegati che non percepivano i loro emolumenti, i carri armati di Budapest, la mia impreparazione a gestire con competenza la cosa pubblica per ragione della mia età e della mancanza di studi  giuridici, mi provocò una forte depressione psichica.

Nel 1957 mi si presentò l’occasione di andare a fare il Segretario comunale e tra la carriera politica e la carriera impiegatizia ho scelto la seconda.

Così finì la mia avventura politica nel senso di “carriera”, ma non finirono i miei ideali socialisti che ho coltivato leggendo Marx, Enghels, Gramsci e tanti socialisti riformisti di fine ottocento che hanno fatto la storia del movimento operaio del XIX secolo.

Volevo tornare a dare un contributo alla lotta socialista e infatti, dopo avere fatto per tre anni il Segretario Comunale e dopo avere fatto per 16 mesi il militare, sono andato, nel 1961, a fare l’impiegato postale a seguito di un concorso pubblico che ho vinto con merito.

Mi sono stabilito ad Agrigento, mi sono sposato, ho avuto due figli maschi e quindi ho ripreso i contatti con il Partito Socialista Italiano e con la CGIL.

Galleria di mie Foto:

Sono stato eletto per altre tre volte consigliere comunale di Grotte, ho fatto altre volte l’Assessore a Grotte, ma la mia attività la ho dedicata soprattutto alla CGIL dove sono stato componente della Segreteria Provinciale, Segretario degli dei Postelegrafonici degli  Enti Locali, della Sanità e quindi della funzione pubblica e dirigente nazionale dei pensionati.

Nel 1964, non accettai il centrosinistra, e aderii al PSIUP dove ho militato fino al suo scioglimento. Quindi sono rientrato nelle file dei socialisti di cui mi considero ancora sodale anche se non esiste un forte partito socialista. Ma nella Enciclica “Caritas in Veritate” trovo gran parte delle mie idee e delle mi aspirazioni sociali, anche se  i mezzi per la soluzione dei problemi sociali, miei e della Chiesa sono diversi.

Durante la mia esperienza politica di Grotte si è verificata la svolta radicale della mia vita.

Nel 1980 è stato istituito il Premio Racalmare, nel 1982 ho proposto a Sciascia di diventare Presidente del Premio e di premiare “Associazione indigenti” di Matteo Collura.

Iniziò questo sodalizio che durò fino alla morte di Sciascia. Diventai assiduo frequentatore della terrazza di contrada Noce e di questi incontri spero di scrivere. Ho conosciuto uomini come Bufalino, Consolo, Collura  Mànuel Vazquez Montalban, il pittore Guccione, i fotografi  Scianna  e Leone, L’incisore Domenico Faro, gli’editori Andreose della Bompiani, Mario Spagnol della Longanesi, Sciardelli, Sciascia di Caltanissetta, il Giudice Vitale, i Professori Antonio Di Grado e Natale Tedesco e tantissimi altri personaggi.

Dopo la morte di Sciascia il premio continuò  fino alla XX edizione, con qualche caduta di tono, ma sempre con ottimi risultati; e questo mi consentì di conoscere il mondo letterario Italiano.

Nel 1994 lasciai il lavoro alle poste e mi sono potuto dedicare alle cose che mi erano più congeniale: leggere e scrivere.

Verso il 2003 ho iniziato la mia avventura televisiva con la emittente Tele Video Agrigento inventandomi una rubrica chiamata Un libro Per Amico, nella quale commentavo e commento un libro (alcune puntate video) ogni 15 giorni.

Il titolo della rubrica è nato da una discussione avuta con Sciascia nella quale mi disse che gli unici amici che nella vita non tradiscono mai sono i libri. Se ti piacciono  li leggi, se non ti piacciono li lasci e non si offendono.

Ho realizzato circa 150 puntate avendo intervistato personaggi di grandissimo rilievo della letteratura italiana e straniera: Ho pubblicato il libro Narrativa in TV – Un libro per amico e il saggio Dalla Parte di Sedara?.

Con i libri, con la TV, utilizzata per la cultura, con il computer e con quattro nipoti meravigliosi, vivo la più bella stagione della mia vita.

Agrigento,lì 14.9.2009