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“LA SFIGA” DI CENTORRINO

E’ da sei anni che, attraverso una emittente televisiva agrigentina invoglio la gente a leggere con una rubrica intitolata”Un libro…per amico”. E in questa mia missione Sciascia, Consolo, Bufalino, Tomasi di Lampedusa, Camilleri e quindi Verga, Pirandello, sono le guide portanti, i capisaldi di una letteratura siciliana che è diventata patrimonio dell’umanità, avendo dato alla Sicilia ben due premi Nobel e pagine letterarie di straordinaria bellezza e di grande veggenza.

centorrino

Arriva all’improvviso a capo dell’Assessorato regionale all’Istruzione della Sicilia un tal economista, che pare abbia o abbia avuto una tessera del PD e quindi rapporti stretti con la sinistra colta, e distrugge con alcune parole scriteriate, quanto gli intellettuali siciliani vanno costruendo per dare una dimensione culturale e quindi positiva a questa terra.

Il neo Assessore Centorrino, che pare sappia far di conti, (ma i conti in Sicilia da sempre non tornano), sostiene quanto appresso: “Non leggiamo più per un po’ Camilleri, Tomasi di Lampedusa, o Sciascia perché sono una sorta di sfiga nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo”; e alla giornalista Laura Anello che gli chiedeva se avesse proprio detto queste cose, risponde: “In realtà ci ho messo dentro anche Emanuele Macaluso, un altro che sta sempre a lagnarsi addosso. Sempre a rimpiangere il vecchio PCI. Io leggo “Le nuove ragione del Socialismo” e non mi sembra che Macaluso rimpianga il vecchio PCI, anzi mi pare che porti avanti una grande battaglia per una sinistra nuova e moderna. Si vede che l’Assessore legge poco o niente di Macaluso e di altri. Sia chiaro continua il capo della Pubblica Istruzione siciliana, nessuno mette in discussione che siano pilastri dell’intellettualità, nessuno vuole sottovalutarli, ma se continuiamo a leggerci dentro soltanto l’aspetto della irredimibilità, del cambiamento inutile, del tutto cambia perché niente cambi, credo che non ci sia più spazio per l’ottimismo. E invece bisogna essere ottimisti”. E alla domanda che i migliori cervelli vanno all’estero, l’Assessore risponde “Oggi il mondo è globale, non ci vedo niente di male ad affermarsi fuori dal proprio orto”. Che tutti i nostri giovani sono costretti, tutti dico tutti, ad andar fuori e che i nostri paesi sono diventati ricoveri per vecchi, all’Assessore la cosa non interessa perché il mondo è globale.

Quindi l’Assessore suggerisce di leggere le “parole di grande speranza, di grande fiducia nel cambiamento espresse da Falcone e Borsellino che, appunto per questo, vengono ammazzati, replica la giornalista Anello, e non coloro che propongono una Sicilia “come luogo di perdizione, di nequizie, di buchi neri”, che certamente sono i portatori di sfiga quali Sciascia e compagni (compagni nel senso di comunisti come li chiamerebbe il Cavaliere che almeno le sue sparate le tinge di rosa e di belle avventure…)

Poi l’Assessore all’Istruzione siciliana o della terronia, come direbbe Bossi, dice che legge Camilleri e Macaluso quasi sempre, di altri ne sente parlare, di Tomasi di Lampedusa dice che è costretto a rileggerlo perché deve fare una conferenza ai poveri cittadini di capo D’Orlando. Per il resto si concede un anno sabbatico anche perché “ in altre faccende affaccendato a questa roba è morto e sotterrato”.

Ora io da queste dichiarazioni dell’Assessore Centorrino traggo la conclusione che Sciascia, Bufalino, Tomasi di Lampedusa, Camilleri, Macaluso e compagni, siano responsabili dello spopolamento della Sicilia, del fatto che la Sicilia sia diventata la pattumiera d’Italia, vedi Priolo, Gela, Milazzo, la Valle dei Templi che avrà ad occidente a poche migliaia di metri un colossale rigassificatore e a oriente a qualche chilometro una centrale atomica, che i centri storici cadono a pezzi uccidendo anime innocenti, che nella città di Agrigento ritorna il cemento legale.

Sciascia, Camilleri e compagni sono certamente responsabili della morte dell’agricoltura, della chiusura dei grandi complessi industriali, della privatizzazione dell’acqua, della monnezza e del degrado materiale della Sicilia che sta toccando il fondo.

Veda Assessore io ho chiesto a Sciascia del suo pessimismo e lui mi ha risposto: “se scrivo vuol dire che in qualche cosa credo, che ho qualche speranza”. Questi grandi giganti della storia letteraria mondiale, hanno parlato della loro terra con amarezza e parlandone ne hanno denunziato le atrocità, per combatterle. Speravano in una redenzione futura che nessuno vede assolutamente e che vede Lei solo che ha avuto la fortuna di diventare assessore (per rappresentare me che sono di sinistra).

Il grande scrittore di Favara Antonio Russello immagina nel suo libro “Siciliani Prepotenti” che Cristo volesse nascere in Sicilia e poi avendo visto di persona le faide che si consumavano nella nostra terra ha chiesto al Padre di farlo nascere in altro luogo. Il Padre gli scelse una terra più aspra, la Palestina e Cristo mentre con una barca da San Leone si avvia verso la Palestina si gira, guarda i templi, guarda questa terra meravigliosa e stuprata e dice “ PECCATO, PECCATO”.

Peccato perché questa terra è stata governata dalla mafia e da una classe politica con essa collusa che non ha mai fatto gli interessi della collettività.

Abbiamo tutti voglia, tanta voglia di sperare, e spero in uno scatto di orgoglio della cultura siciliana ma, date le sue affermazioni, dico con Sciascia: “CU TUTTU CA SUGNU UORBU LA VIU NIURA”.

Agrigento,lì 15.2.2010

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