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Aggiornamento 1.Ago.2011: Simonetta Agnello Hornby presenta “Un Filo d’Olio” ad Agrigento, Giovedì 11 Agosto 2011 ore 20:00 presso l’Aquaselz Cafè di San Leone. Evento su Facebook

Simonetta Agnello, scrittrice, non finisce di stupirci. Per la verità stupisce anche la sua storia personale. E’ nata a Palermo, ma quelli di Agrigento la considerano agrigentina, è figlia dei baroni Agnello di Siculiana, ha sangue canicattinese  è  vissuta in America, nello Zambia e ora a Londra. Avvocato dei minori, giudice, docente universitario di Diritto dei minori. Le foto della presentazione del libro dell’11.8.2010 ad Agrigento sono in fondo all’articolo.

Nel 2000 viene fulminata dalla passione per la scrittura che, a suo dire, nasce per caso in un aeroporto dove incomincia a scrivere “La Mennulara” che, a nostro, avviso, è uno spaccato della sua vita o meglio di una giovane nobile cresciuta tra mezzadre, rubittera, cameriere, contadini che certamente hanno grandemente influito nella sua formazione e che vengono fuori in tutta la sua letteratura intrisa di proverbi popolari, di modi di dire tipici del mondo contadino, di vocaboli ormai desueti ma molto belli e incisivi di una certa parlata siciliana. Non a caso Simonetta è amica del grande affabulatore empedoclino Andrea Camilleri.

Dopo la fulminazione, non sulla via di Damasco ma sulle vie degli aeroporti, ci ha regalato “La zia Marchesa”, “Boccamurata”, “Vento scomposto”.

In attesa del suo nuovo romanzo che, per quanto ne sappiamo, dovrebbe trattare di una monaca di clausura e che probabilmente si chiamera “La Monaca”, Simonetta ha dato alle stampe per i tipi della casa editrice Skira, un suo divertissement “CAMERA OSCURA” che noi abbiamo definito un libro “delizioso”, forse una delle cose più belle ed eleganti che  abbia scritto.

“Nel 2009, scrive Simonetta, Eileen Romano mi chiese di scrivere un racconto ispirato alle lettere e alle fotografie del Diacono Charles L. Dodgson, noto con il nome de plume di Lewis Carroll, l’autore di Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Dietro lo specchio (1872) che, assieme alla Bibbia e alle opere di Shakespeare, sono le opere più citate della letteratura in lingua inglese, un professore di matematica che adorava fotografare e raccontare storie alle figlie di amici, e che aveva scritto i suoi capolavori sotto l’effetto dell’innamoramento per Alice Liddell, una bimbetta di sette anni dagli occhi scuri, figlia del decano di Christ Church, il college dell’Università di Oxford presso il quale lui risiedeva e insegnava. Ricordavo vagamente, continua la Agnello, che Dodgson era stato oggetto di pruriginoso interesse da parte dei critici a causa della sua dichiarata passione per le bambine pubescenti”.

Il libro è molto snello, si compone di 127 pagine comprese le lettere di Dodgson e le 17 meravigliose fotografie di bambine eseguite dal Diacono di Oxford, per cui si può gustare in pochissime ore e scoprire la strana vita di un personaggio che può essere definito un BIGOTTO, un ALTRUISTA, un SEDUTTORE, un DR JEKYLL E MISTER HYDE, un  ESTETA? , un ARTISTA?, un PEDOFILO?.

Come si vede il personaggio di cui tratta la nostra scrittrice è molto complesso e inquietante: Carroll aveva una passione per le bambine e amava fotografarle in tutte le posizioni, ma specialmente nude. Dovevano essere “baciabili” perché durante le lunghe operazioni di posa l’artista sbaciucchiava le sue bimbe e si faceva dare qualche bacio forse innocente e poi continuamente palpava il corpo delle sue creature. Ma alla fine le fotografie che venivano fuori erano veramente grandi capolavori che oggi sono esposti in vari importanti musei.

“L’amicizia dei bambini, scrive lo stesso Carroll, è sempre stata un grande elemento nel mio godimento della vita, ed è assai riposante come contrasto con la compagnia dei libri, o degli uomini”.

E al Professore Matthewis a cui aveva chiesto l’autorizzazione a fotografare nuda una sua figlia dice: “Vede, allo stato naturale, l’essere umano è buono e puro, lo sapete voi meglio di me. L’innocente inconsapevolezza delle bambine nude è molto bella, e comunica una sensazione di reverenza, come la presenza di qualcosa di sacro”.

Carroll vuole fotografare la FORMA e specialmente la FORMA UMANA convinto che sia la cosa più bella che Dio abbia fatto su questa terra.

E scrive ancora Carroll:  “Se non credessi di poter fare tali fotografie senza alcun motivo più basso di un puro amore dell’Arte, non lo domanderei: e se pensassi che vi fosse il minimo timore che l’operazione diminuisca la loro bella semplicità di carattere, non lo domanderei”.

Evidentemente molti ben pensanti non erano convinti dell’innocenza del fotografo di Oxford ma lui rispondeva con un motto monastico:

“Dicono;

Che cosa dicono?

Che dicano!”

Ma i coniugi Matthewis non mandarono più le figlie dal Diacono Dodgson per le fotografie, con grande dispiacere dello stesso fotografo e di Ruth, la figlia maggiore del Professore Matthewis, che si era innamorata del Professore di matematica e che era diventata gelosa anche di Alice.

La storia di per sé potrebbe sembrare poco interessante anche se viviamo in tempi in cui scoppia lo scandalo dei preti pedofili.

Ma noi vogliamo rilevare una cosa molto importante e cioè che La scrittrice Agnello con un poco di stoffa e forse non di buona fattura, ha saputo confezionare uno dei vestiti più belli usciti dalle sue esperte mani  di sarta della parola.

Il libro ha una eleganza tutta particolare, una prosa forbita, bella, e ha saputo farci gustare una storia che, in altre mani, sarebbe scaduta in un affare o di pornografia o di basso sapore.

Anzi la delicatezza della scrittrice ci porta a comprendere le ragioni dell’arte del Diacono Dodgson che, molto spesso, superano tutte barriere e i pregiudizi.

Riteniamo che con questo volumetto Simonetta Agnello supera e annulla ogni dubbio di qualche persona mal pensante che ancora non credeva nella sua scrittura.

Noi aspettavamo che Simonetta ci conducesse nei salotti buoni dell’Inghilterra Vittoriana e ora lo ha fatto con questo libro in cui descrive con maestria le serate nei teatri inglesi dove non manca il “cicalio” tipico di tutti i luoghi della terra e poi ci conduce nel paesaggio inglese con una penna veramente leggera e meravigliosa.

E tutto questo lo fa senza mai dimenticare le sue origini di donna vissuta sulla collina del villaggio Mosè di Agrigento in mezzo alle donne contadine che tanto le hanno dato.

Mentre descrive i salotti di Oxford usa per due volte il linguaggio tipico della nostra terra di Sicilia. In una occasione dice: aveva il  “PIANTO IN PIZZO” in un’altra dice: Ruth e la madre ascoltavano Mary, tutta “UN CICALIO…”

In questo video l’autrice presenta la sua ultima opera:

Infine dobbiamo dire che Simonetta non manca di parlare della questione femminile nell’Inghilterra dell’ottocento. Ma questo lo potrà notare l’attento lettore che certamente trarrà tanto godimento dalla lettura del DELIZIOSO libro di Simonetta Agnello “Camera Oscura” che noi continuiamo a chiamare “divertissement” letterario ma che Simonetta, dice di aver vissuto in maniera drammatica per via della sua professione di avvocato dei minori  che la porta a considerare i drammi dei minori “abusati” o “scandalizzati” da comportamenti poco ortodossi.

Potete acquistare  il libro on line a questo il Link

Agrigento lì 17.7.2019 Gaspare Agnello

Mercoledi’ 11 Agosto 2010 Alle Ore 21 Presso Il Chiosco “Aquaselz” Di San Leone  (accanto il porticciolo turistico) avverrà un incontro con la scrittrice Simonetta Agnello Hornby che presenterà il suo nuovo libro “CAMERA OSCURA” (Ed. Schira). Introdurranno Gaspare Agnello e Mario Gaziano,  Con interventi artistici di GIUSY CARRECA. Ingresso libero……