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Anche Voi Foste Stranieri di Antonio Sciortino – Recensione e Video Intervista

April 11, 2011
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Il libro del Direttore di Famiglia Cristiana Don Antonio Sciortino “Anche voi foste stranieri”  “L’immigrazione, la Chiesta e la società italiana, edito da Editori La Terza, viene presentato ad Agrigento dallo stesso autore all’indomani della strage nel mediterraneo in cui sono scomparsi ben 250 africani, tutti pro venienti dalle ex colonie italiane.

Di seguito il video della puntata, dello speciale “Un libro per amico” che va in onda su Tele Video Agrigento,  dedicata  a Don Antonio Sciortino, con una mia intervista sul suo libro “Anche Voi foste stranieri”. Durata 23′

Vedi tutte le Video Interviste di Un Libro per Amico trasmesse da TVA caricate sul Blog

Questa coincidenza ci turba terribilmente e ci impedisce di approfondire serenamente l’opera che parte dall’assunto cristiano molto semplice ma terribilmente rivoluzionario ed inquietante che tutti siamo figli di Dio, dello stesso Dio e che quindi tutti siamo fratelli senza distinzione di patria e di colore.

Questa verità chiuderebbe da sola tutto il discorso sulla emigrazione e sulla immigrazione, ma il Direttore Sciortino ha voluto fare una analisi approfondita del problema sezionandolo in tutte le sue implicazioni e in tutte le sue sfaccettature senza lasciarsi prendere la mano dalla sua fede religiosa che è certamente sempre presente nell’opera e guai se non fosse così perché mentre si combatte l’ideologismo, non si può fare a meno delle ideologie perché senza di esse l’uomo non avrebbe punti di riferimento.

Don Sciortino parte dal messaggio di Benedetto XVI reso noto in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2010 in cui si afferma che “il migrante è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili, da rispettare sempre e da tutti. Gesù stesso, da bambino, ha vissuto l’esperienza del migrante perché, come narra il Vangelo, per sfuggire alle minacce di Erode dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria”.

E Gesù disse: avevo fame e mi avete sfamato, avevo sete a mi avete dissetato, ero straniero e mi avete ospitato.

E poi è da dire che gli italiani sono stati e sono ancora un popolo di emigranti. Forse ci sono più italiani emigrati che italiani residenti nel nostro paese. Le nostre ondate migratorie sono state veramente bibliche e hanno assunto anche aspetti di invasione. Le Americhe, l’ Europa, L’Australia sono piene di italiani che sono stati rosi dal dramma della nostalgia. Non dimentichiamo la canzone di Libero Bovio: “Mia cara madre sta pe’ trasì Natale, e a sta’ luntano cchiù me sape amaro…come vurria sentì nu zampognaro!”.

E poi l’altra canzone :”Partono i bastimenti per terre assai luntane…”

Insomma tutto questo non ci dà diritto di prendere posizioni di chiusura nei confronti di chi viene a bussare alle nostre porte o perché scappa dalla fame o dalle guerre fratricide che insanginano i paesi africani che gli  europei hanno sfruttato da secoli, creando le condizioni attuali di arretratezza e di sottosviluppo, anche se l’autore del libro non ha previsto l’attuale flusso migratorio dalla Tunisia che sta assumento i connotati dell’invasione e che dovrebbe diventare un problema dell’Europa unita.

Il Direttore Sciortivo va oltre e dimostra, con dati precisi ed inconfutabili, che gli stranieri sono, per l’Italia, una grande risorsa e che senza di essi il nostro paese avrebbe sofferto il declino.

I quattro milioni e mezzo di stranieri regolari e, certamente, anche gli irregolari tengono all’impedi il nostro paese. Le badanti assistono tutti i nostri anziani e i bambini e consentono alle nostre donne di inserisi nel mondo del lavoro, la sanità occupa migliaia di infermieri e moltissimi medici che vengono o dall’Africa o dall’Europa dell’Est. L’agricoltura e la zootecnia senza gli emigranti potrebbe fermarsi, così come le fabbriche del Nord e del Nord Est dove si chiedono braccia ma si discrimina il nuovo arrivato e si dà forza alle idee razziste della lega che, attraverso la legge Bossi-Fini, ha creato drammi familiari agli immigrati e ha incentivato la immigrazione clandestina.

Considerare il clandestino un fuorilegge è un grave errore.

La scuola è stata la grande e vera palestra dell’integrazione. E anche con i pesanti tagli ai fondi della Pubblica Istruzione, anche con la drastica riduzione del personale e con circolari, a volte senza senso, il corpo docente ha saputo operare per cercare di integrare i figli degli immigrati che i bambini non discriminano e che accettano ben volentieri perché ad essi non interessa il colore della pelle e la nazionalità ma anzi  interessa il nuovo che l’immigrato può portare nella scuola e nella comunità.

L’INPS, afferma lo studioso Sciortino, si regge con i contributi degli immigrati che sono tutti giovani e non percepiscono nessuna pensione, il calcio di Serie A annovera tra le sue fila più di 350 giocatori e la Chiesa ha 1.500 preti che provengono da altre parti del mondo.

Se gli immigrati scioperassero per alcuni giorni l’Italia si fermerebbe.

Don Sciortino continua la sua disamina in maniera spregiudicata e cruda e non lesina critiche dure al Governo, alla Lega, alla legge Bossi- Fini, alla Comunità Europea che non si fa carico del dramma di  Lampedusa. Certamente noi diciamo che se il Cavaliere leggesse il libro del Direttore Sciortino direbbe  che Sciortino è “un comunista”.

Invece noi diciamo che Don Sciortino con il suo libro, con la sua battaglia che porta avanti sul suo giornale “Famiglia cristiana”, afferma con forza i principi del Vangelo, dà contezza dell’utilità dell’immigrazioni per i paesi europei, della ineluttabilità dei grandi movimenti di massa che si verificheranno in questo secolo, del fatto che non sarà più possibile che da noi si mangi quattro volte al giorno mentre milioni di bambini muoiono di fame. Internet ha reso il mondo piccolo e ha aperto gli occhi di milioni di uomini. Nessuno può fermare il mondo che reclama pane, giustizia, uguaglianza e libertà.

I poveri vorebbero mangiare  almeno due volte al giorno.

Ahlam e Sabrina hanno scritto: “E’ bello avere la pelle diversa come i fiori, avere nel mondo persone di tutti i colori”.

E Don Sciortino comclude il suo bellissimo lavoro affermando che “La società arcobaleno, prossima ventura, ci sorpenderà. In meglio, naturalmente”.

Noi leggendo il libro di Don Sciortino, ritorniamo all’Enciclica Papale “Caritas in Veritatae” e ci rendiamo conto che, in Italia e in Europa, è possibile una nuova stagione politica che abbia a fondamenta le idee socialisteggiante dell’Enciclica la religiosità di Padre Sciortino e le idee laiche di tanti socialisti ed uomini di sinistra che assieme possono gettare le basi di una nuova Europa, libera, multietnica e capace di dare risposte di lavoro alle giovani generazioni che oggi sono lasciate al loro amaro destino.

Agrigento,lì 8.4.2010

gaspareagnello
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