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Pubblichiamo una Recensione nella professoressa Margherita Biondo Sul Libro Di Gaspare Agnello Dalla Parte di Sedara?” nella quale è stato colto tutto il senso del libro e le sue motivazioni:

“Dalla parte di Sedara?”-“Gattopardi, leoni, sciacalletti, iene…” è un saggio del Prof. Gaspare Agnello il quale, ripercorrendo la trama del noto romanzo “Il Gattopardo”! di Tomasi di Lampedusa, analizza in chiave critica e moderna, la figura del personaggio Don Calogero Sedara, esponente della nuova classe sociale in ascesa in quanto borghese di umili origini, rozzo e poco istruito, con l’abilità di arricchirsi e di fare carriera in campo politico.

Agnello, in particolare, affronta la spinosa problematica del capolavoro di Tomasi con una certa umiltà ma anche con un pizzico di provocatoria polemica. Egli evidenzia infatti alcune sfumature del romanzo in questione laddove esprime l’incoerente adattamento al nuovo e nel contempo l’incapacità vera di modificare l’orgoglio dei siciliani.

In questa chiave emergono tutte le spinte contrarie all’innovazione, le forme di resistenza mafiosa e il pregiudizio. “Tutto questo mi ha ricordato la mia giovinezza-affema Agnello- quando al mio paese le signore della decadente nobiltà venivano chiamate signore mentre le signore della nascente nuova classe venivano chimate “la gnura”. Gli amministratori eletti con il Blocco del Popolo, che venivano dalla classe proletaria, venivano guardati con disprezzo e riveriti solo se raggiungevano posti di potere”.

In tale contesto il principe Don Fabrizio apparteneva ad un ceto aristocratico in evidente declino, non solo nel Regno delle due Sicilie ma in tutta Europa, un ceto colto ma parassitario, mentre il borghese di provincia, Don Calogero Sedara, cercava di rivendicare il ruolo di una classe che produceva e, se anche illetterata e ancora rozza, era sicuramente portatrice di valori di cambiamento sociale.

Per tali motivi Agnello è stato indotto a difendere il Sedara cercando di fare un esame autoptico del libro e accincendosi, dall’angolazione del proletario, a studiare la tematica del Lampedusa, partendo evidentemente dal concetto di confrontarsi con uno scrittore di grande spessore.

Si consideri che mentre in Italia si materializzavano le civiltà dei Comuni, delle Signorie, del Rinascimento, della Riforma, della Rivoluzione Francese, in Sicilia regnavano gli stranieri che imponevano terribilmente l’inquisizione e le espoliazioni.

In questo processo storico è chiaro che in Sicilia non c’erano le condizioni per la nascita di una classe borghese ma Sedara rappresentava il nuovo che avanzava mentre il vecchio era destinato a morire irrimediabilmente.

In effeti non appare un personaggio difendibile ma uno “sciacalletto” cresciuto sotto le ali di una società corrotta e decadente capace di allevare nel suo seno, gattopardi, leoni, iene e sciacalletti.

“Io ho tentato di difendere Sedara-sottolinea Agnello-ma non ci sono riuscito e ho dovuto aggiungere al titolo del mio lavoro un significativo punto interrogativo. Tuttavia questo non mi impedisce di provare una certa simpatia per Sedara, perchè tutti noi siamo figli di Sedara e, se valutiamo i risultati raggiunti dalla nostra terra, dobbiamo dire che Lampedusa non aveva tuitti in torti nel pronosticare l’avvento di iene e sciacalletti”.

Margherita Biondo

Critica e scrittrice