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A Castel di Tusa…il Rito della Luce….l’Atelier sul mare e la Stanza della Luce di  Pepi Morgia, Piramide del 38° parallelo, la notte della poesia a Castelbuono nel Castello dei Ventimiglia.

La follia, la cultura, l’arte, l’incanto della natura possono regalare ad un uomo la magia della vita e della bellezza. La follia sicuramente è quella del patron della fondazione Fiumara D’Arte, Antonio Presti che ha saputo trasformare un luogo da favola in un posto dove si celebra il rito dell’arte e della poesia, con un impegno che ha del sovrumano.

 

In questo video la mia intervista ad Antonio Presti:

Sono stato invitato al “Rito della Luce” nei giorni17/21 giugno 2011 e non  pensavo, alla mia venerabile età, di VIVERE UN SOGNO.

Arrivato a Castel di Tusa, ho visitato l’Atelier sul Mare che è un albergo museo le cui stanze sono state istoriate da grandi artisti che ne hanno fatto nidi di bellezza e di amore e dalla mano divina che si vede aprendo le finestre che mostrano un paesaggio mozzafiato ed un mare splendente.

Non so se un uomo avanti negli anni  può ancora vivere un grande amore…Io penso di sì. Se avrò la fortuna di vivere, magari per l’ultima volta, questa esperienza la vorrò vivere nella stanza della luce.

Mi sono trasferito quindi a Castelbuono per assistere, nel Castello Ventimiglia, alla notte della poesia.

Dentro il Castello è stata creata una atmosfera magica e surreale. Si entrava e si assisteva ad una danza cinese tra arti marziali e danza con un  sottofondo musicale religioso e le torce che illuminavano fiocamente il luogo; in una specie di corte, un folto gruppo intonava musiche arabe e di altre etnie e poi poeti in ogni dove, artisti, musicisti. Certamente la magia era assecondata dal sito medioevale ed infine da una chiesetta  dove sarebbe bello sposarsi ogni giorno per vivere ogni giorno un nuovo amore.

E il giorno dopo, all’imbrunire, accanto alla Piramide, costruita nel luogo più magico del mondo, si levavano i versi di tanti poeti ma soprattutto poetesse. Il riverbero del sole tramontato, la luce delle torce, i riflessi del mare, il dolce murmure della brezza marina completvano l’ambiente che ci trasportava in una dimensione divina.

A completare la magia sono stati i pranzi consumati alla meglio sotto una tettoia di canne vicino al mare, dove  accanto ti ritrovavi giovani poetesse, scrittori, artisti, editori raffinati di libri d’arte, critici d’arte e di letteratura, giornalisti, fotografi. Insomma i pranzi si trasformavano in “fiera dell’arte”.

HO VISSUTO UN SOGNO.

E a coloro che leggeranno questo mio scritto dico: andate almeno per una notte a soggiornare ne “L’ATELIER SUL MARE” ANDATECI COL GRANDE AMORE E …” VE NE RICORDERETE, DI QUESTO ATELIER”

Castel di Tusa, lì  21.6.2011

www.gaspareagnello.it