Margherita, la figlia di Vittoria, incinta di un uomo che si eclissa, si suicidia in maniera drammatica, ma il nascituro si salva miracolosamente.
Tommaso, questo è il nome dato al bambino, viene affidato alle cure della nonna Vittoria che, assieme all’altra figlia Cristina, lo cresce con amore,
La Manzon, giovane scrittrice di Pordenone, con il suo romanzo “DI FAMA E DI SVENTURA” Edito da Mondadori, lungo 453 pagine, ci racconta la vita avventurosa di Tommaso che è intrisa appunto “di fama e di sventura”.

Il ragazzo è cagionevole di salute, ha un respiro corto, non ama il freddo, né l’acqua del mare o dei laghi, sente la mancanza della mamma e soprattutto quella del padre che lui evoca in ogni occasione della sua vita e immagina che lo protegga e lo osserva costantemente da lontano.
Viene inviato in collegio, dove incontra l’atleta Ariel, ma fugge dal collegio perché non sopporta un’educazione piena di costrizioni e perché non riceve affetto.
Vive una avventura con la fidanzata del suo migliore amico, Ariel.
Si immerge nel mondo lasciandosi alle spalle tutto il suo passato, compresa la nonna e la zia, e va alla ricerca spasmodica del successo a tutti i costi.
Entra nel mondo della finanza e nel giro di pochi anni raggiunge successi insperati.
Il Capitano, un grande assicuratore, si affida al suo grande talento che lo porta a fare utili impensati. Sposa la figlia del Capitano, Mila, e hanno un figlio, Lorenzo.
L’ambizione di Tommaso è irrefrenabile per cui si trasferisce in Canada dove si lancia nella finanza creativa, nella speculazione finanziaria più ardita, che è poi la causa prima del grande crollo finanziario degli inizi del nostro secolo e che ha portato al fallimento di grandi banche e a tanti disastri di natura economica.
Il grande crollo travolge anche Tommaso che viene provato anche dalla morte tragica del figlio Lorenzo.
Noi per la verita ci siamo accostati a questo grosso libro con una certa riluttanza dovuta alla calura estiva e alla sua mole e lo abbiamo letto con una certa fatica cercando di trovare il senso di questa lunga storia.
Vi abbiamo trovato un uomo che, privo degli affetti più cari, non ama la società che lo circonda e si batte per possederla e per dominarla.
Con molto cinismo Tommaso entra in un mondo cinico dove esiste solo il Dio “Budget” e dove non bisogna avere cuore e sentimenti.
Sposa Mila, la figlia del Capitano, forse per interesse o forse per amore; gli nasce il figlio Lorenzo che sarà la sua gioia e la sua tempesta.

Si dimentica di Ariel e lo abbandona in un momento di bisogno, lascia alle spalle la nonna Vittoria che qualche torto può avere nei suoi confronti, ma che in fondo lo ama come e più di un figlio e fila dritto verso il successo con cinismo e rampantismo sfrenato.
Del resto oggi la società dei consumi, del profitto a tutti i costi, perde tutti i valori unmani e vola spedito verso successi effimeri e vacui.
Una volta al centro del mondo era l’uomo; oggi è il profitto e il mondo della produzione si affida a menager senza scrupoli: un dirigente d’azienda, in una conferenza di servizio con i suoi collaboratori, diceva: dimanticate la famiglia e sappiate che per voi esiste solo la realizzazione degli ‘obiettivi’.
La Manzon, a nostro avviso, ha voluto scandagliare questo mondo per dimostrare che un uomo che si fa prendere la mano da questi ingranaggi perversi finisce per inaridirsi e quindi muore spiritualmente.
Quando si secca la sua radice umana tenta di ritornare ai suoi vecchi affetti, ai suoi vecchi amori, ma sarà impossibile ricostruire una vita spezzata.
Il tema affrontato dalla Manzon è importante e di grande attualità però la narrazione non ci ha pienamente convinti.
Leggendo il libro non abbiamo provato grandi emozioni anche se la storia ci ha tennuti legati alla lettura per una certa tecnica narrativa e per la scorrevolezza del modo di raccontare. Certamente non abbiamo amato il protagonista. Forse voleva arrivare a questo la scrittrice? Probabilmente.
Lei ci ha detto che ha amato questo personaggio e che voleva descrivere il suo dramma umano ma, a nostro avviso, la penna ha preso la mano della scrittrice perché ne è venuto fuori una specie di “Sindona”. Queste nostre sensazioni probabilmente saranno sbagliate ma vogliammo avvertire chi ci legge che le recensioni non sono solamente frutto di razionalità ma sono anche e soprattutto frutto di sensazioni e di stati d’animo di chi legge. Probabilmente non eravamo pronti a recepire questa storia che abbiamo inteso come storia di un ‘arrivista’, di un uomo ‘rampante’ che ha fatto la fine di tutti gli ‘arrivisti’.
Insomma consideriamo l’opera della Manzon come ottima “prova d’autore”.
Agrigento,lì 18.7.2011
Gaspare Agnello




Gentile Gaspare,
il protagonista si chiama Tommaso (perché mai recensire i libri senza leggere nemmeno il risvolto di copertina? O se troppo lungo le tre righe di quarta?) e il romanzo è edito da Mondadori non Rizzoli.
Grazie mille,
Federica
Grazie per essere venuta fin qui ed avere lasciato un commento. Ho appena pubblicato un post, come risposta al tuo appunto a questo link http://www.gaspareagnello.it/?p=1936 , e ti invito a leggerlo.
Grazie
Gaspare