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Václav Havel

December 19, 2011
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All’età di 74 anni se ne è andato l’ex Presidente della Repubblica Cecoslocacca e anche di quella Ceca, Vaclav Havel, drammaturgo e scrittore.

Havel  è nato a Praga nel 1937  e si è affermato come drammaturgo, si oppose fermamente al regime comunista subendone persecuzione e  anche la carcerazione. Fu uno dei protagonisti della rivoluzione di Velluto che portò alla caduta del comunismo e quindi venne eletto Presidente della Repubblica Cecosclovacca nel novembre del 1989.

La casa editrice di Treviso Santi Quaranta nel 2007 aveva pubblicato le sue memorie sotto il titolo “Un uomo al Castello”.

Nel 2010 la stessa casa editrice, nella collana Il Rosone, ha pubblicato “Lettere a Olga”, tradotte da Chiara Baratella, con un bel risvolto di copertina del raffinato Ferruccio Mazzariol, titolare della Santi Quaranta.

Il titolo originale dell’opera è: Dopisy Olze.

Havel venne arrestato, assieme ad altri cinque compagni, perché firmatario di “Charta77”e membro del comitato per la difesa delle persone perseguitate ingiustamente.

vaclav havel

Il processo si svolse presso il Tribunale cittadino di Praga nell’ottobre del 1979 e la condanna per Havel è stata di 4 anni e mezzo di carcere da scontare in un istituto correzionale di primo livello.

La carcerazione preventiva ha avuto luogo a Ruziné, mentre la detenzione a Hermanice e Plizen-Bory.

Il libro “Lettere a Olga”contiene le lettere dal carcere alla moglie Olga, una testimonianza e alcuni documenti relativi all’arresto, al processo e alla difesa.

Ferruccio Mazzariol scrive:  “Lettere a Olga è un’opera alta e inusuale, tra l’altro con splendide pagine sul teatro, che rispecchia tutto il mondo interiore di Havel: il suo pensiero e la sua religiosità, la grandezza e la forza culturale ed etica del suo umanesimo, e la sua incommensurabile dignità di uomo”.

Havel scrive:  “ noi siamo stati staccati in maniera traumatica , nascendo, dall’Essere e siamo stati subito scaraventati nell’incertezza del mondo, per cui l’uomo ha nostalgia della casa e del paradiso perduti; egli comunque è stato ‘gettato’ nell’aiuola feroce dell’esistenza e, attraverso questa esperienza, tende ardentemente all’integrità dell’essere, al suo significato, ricercandolo e “ costruendolo” con la sua vita: deve far fruttificare i suoi talenti e opporsi, senza violenza, all’ “Ordine della morte” in nome dell’ “Ordine dell’Essere”.

Havel è stato un intellettuale che si è opposto senza violenza, alla violenza della dittatura, e riuscì a far fruttificare i suoi talenti anche nel campo sociale.

La sua esistenza ci ricorda la drammatica esistenza di Antonio Gramsci che fu più terribile e drammatica di quella di Havel che noi vogliamo ricordare come intellettuale positivo che seppe incidere profondamente sulla società del suo tempo.

Agrigento, lì 18.12.2011

Gaspare Agnello

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