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Dove va il mondo?

La mia passione di critico di periferia mi porta a leggere i giornali che parlano di letteratura e ogni sabato non mi lascio sfuggire il quotidiano “La Stampa” che, nel suo inserto “TuttoLIBRI”, riporta la classifica del libri più venduti durante la settimana.

Trovo, con una certa sorpresa, che, ai primi posti, si trova un’oscura scrittrice E L James con ben tre titoli: “Cinquanta sfumature di Grigio”, “Cinquanta sfumature di Nero”, “Cinquanta sfumature di Rosso”.

Faccio una ricerca su internet e leggo che l’autrice si chiama Erika Leonard, che giustamente usa uno pseudonimo e che è nata a Londra nel 1963.

E’ sposata e ha due figli. E’ giornalista e ha pensato sempre di dedicarsi alla scrittura.

Si cimenta con la letteratura (si fa per dire) nel 2011 pubblicando “Fifty Shades of Grey” che arriva nelle librerie italiane nel Giugno del 2012 per i tipi della Mondadori.

Il successo è strepitoso ed ecco subito gli altri due titoli che formano una trilogia.

Le vendite superano subito cinquanta milioni di copie e ben trentasette paesi si accaparrano i diritti. Evidentemente il cinema non perde l’occasione di sfruttare il successo editoriale per fare dei film su questi libri.

Il tutto mi porta a investire la somma di euro 14,90 per comprare “Cinquanta sfumature di Grigio”, leggerlo e proporlo ai miei telespettatori che mi seguono nella mia rubrica “Un libro…per amico”.

Ma non pensavo che una scrittrice, una signora, madre di due figli, potesse arrivare a scrivere tali volgarità abominevoli e per nulla eccitanti.

Ho letto “Cento colpi di spazzola” di Melissa P e ho provato una certa nausea per la volgarità della pornografia che si trova in quel libro scritto da una ragazzina, ma non pensavo che ci potesse essere un’autrice che raccontasse nei minimi particolari l’amore sadomasochista e ne descrivesse anche le regole.

In sintesi la storia consiste nella narrazione di un amore scoppiato tra una giovanissima studentessa e un giovane miliardario.

Anastasia Steel va a intervistare, per conto di una sua amica giornalista, Christian Grey potente amministratore delegato di un’importante società e, in questa occasione, scoppia un amore turbolento che porta la giovane Ana, inesperta, vergine alla prima esperienza sessuale, a subire le voglie di un uomo pervertito che ha avuto una infanzia difficile e che è stato abusato o meglio viziato da una amica della matrigna.

I due non fanno l’amore ma è lui che “fotte” lei. Tutto questo in un ambiente da Soap Opera con aerei ed elicotteri personali che vengono messi a dosposizione di Ana, di alberhi e dimore principesche e di una sala adibita alle pratiche sadomaso che assomiglia alle stanze della tortura dell’antico Medioevo o della Santa Inquisizione.

Al romanzo si vuol dare una dignità sociologica, nel senso che Anastaia, innamorata del suo uomo, e avendo capito che è un personaggio traumatizzato dalla sua difficile infanzia e dalle sue esperienze sessuali negative, cerca di salvarlo e di “guidarlo verso l luce”.

Ma se per redimere un uomo, una donna deve arrivare alla depravazione e “entrare un attimo nel buio”, allora si arriva alla conclusione che i deviati diventano due.

E poi non credo che sia necessario descrivere nei minimi dettagli un amore ossessivo e consumato con ritmi assolutamente impossibili.

Anastasia non ce la fa a redimere il suo uomo e abbandona il campo: “ Speravo di trascinare Christian nella luce ma il compito si è dimostrato superiore alle mie capacità”. La James fa intravvedere la prospettiva che, se il lettore si sobbarca alla spesa di altri quindici euro più quindici, probabilmente vedrà la redenzione di Christian Grey.

Per arrivare a tale risultato, oltre alla spesa, dovrà sorbirsi “fottute”, frustate, botte in tutto il corpo per altre mille pagine e  alla fine proverà disgusto a praticare sesso, anche con il proprio partner.

Ciò premesso voglio dire che non mi sento di essere un moralista né un bacchettone ma sono portato a fare una riflessione amara e terribile: la signora scrittrice ha trovato una miniera nel genere letterario sadomaso e fa bene a sfruttarla, l’editore è un commerciante e quindi vende la merce che la gente gli chiede, ma che ci siano milioni di persone, e in massima parte di genere femminile, che leggono simili libri, è segno che il mondo è malato e che le menti deviate sono tantissime.

Questo deve far riflettere i sociologi, i psicolgi, i politici, il mondo religioso.

Perché la gente ha bisogno di queste letture? qual è la causa del disadattamento e della devianza?. Sono problemi che ci dobbiamo porre tutti perché da queste devianze vengono fuori tanti drammi familiari, personali, sociali.

Ecco le droghe, i delitti passionali, le violenze contro le donne e contro i minori.

Dove va il mondo?

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Agrigento, lì 30.11.2012

Gaspare Agnello