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Simonetta Agnello Hornby non finisce di stupirci perchè riesce a rinnovarsi e a dirci cose nuove.

Pubblica infatti, con il figlio George Hornby, un libro per ragazzi, ma anche per grandi, dal titolo “ROSIE e gli scoiattoli di St James” per i tipi della casa editrice Giunti.

Questo cambiamento di genere certamente non è facile perché si tratta di colloquiare con un mondo diverso, ma lei e il figlio George ci riescono perfettamente usando un linguaggio chiaro, semplice ma non stucchevole o bambinesco come qualche volta avviene quando si vuole parlare con i ragazzi e con pochissime inflessioni siciliane tipiche dell’Agnello.

Simonetta sa che ai ragazzi bisogna parlare normalmente e porre ad essi i problemi  della società che certamente capiscono perché anch’essi vivono la realtà del nostro tempo e da essa sono plasmati.

Il problema della natura e dell’ecologia, i problemi dell’emigrazione e dell’immigrazione li toccano direttamente perché i loro compagni di classe sono di diverse etnie e loro, diversamente dei grandi, accettano senza alcun problema la diversità anzi molto spesso non la notano.

Per loro il colore diverso della pelle non ha alcuna importanza. Un mio nipote frequentava una classe di soli maschi con una sola donna di colore che è diventata la mascotte della classe.

Simonetta e George questo lo sanno e ne tengono conto nel loro racconto lungo in cui si parla di una bambina Rosalia, chiamata Rosie, i cui genitori, figli di immigrati, lavorano come autisti degli autobus della capitale inglese.

Molto spesso il marito e la moglie sono impegnati contemporaneamente al lavoro per cui sono costretti a portare sul bus la loro figlia che così visita Londra e fa una grande esperienza perché impara a conoscere tante cose della sua città e si confronta con un’umanità variegata che vive la grande metropoli.

Rosie ha contatti con gli operai e gli impiegati che la mattina vanno a lavorare, con gli studenti, con gli anziani che portano i loro nipotini a spasso.

Incontra la signora Draper che le parla dei 400 alberi di Clapham Common abbattuti dalla tempesta del 1987 e degli scoiattoli di St James.

Rosie è anche coinvolta dalla polemica del referendum relativo alla permanenza o meno della Gran Bretagna nella Comunità europea e sente  parlare di brexit e remain e dei pericoli che gli immigrati corrono anche se i loro genitori ormai sono londinesi a tutti gli effetti con la madre che ha origini giamaicane e il padre siciliane.

Simonetta e George capiscono che anche i ragazzi sono sensibili a questi problemi che li toccano direttamente perché Londra è una capitale multietnica dove sarebbe impossibile che la città potesse funzionare senza gli immigrati che sono di tutte le parti del mondo, essendo stata la capitale di un grande impero coloniale.

Durante il periodo del referendum i genitori di Rosie possono far coincidere alcune ore di riposo e portare quindi la loro figlia a St. James per vedere il parco e gli scoiattoli.

Mentre i genitori si ‘pizzulianu’ in continuazione, Rosie si allontana e va alla ricerca degli scoiattoli che non ci sono assolutamente.

Sale su un albero e sente rumori, alza gli occhi e si accorge che la parte alta dell’albero è affollata di scoiattoli che si agitano.

E qui il racconto diventa interessante perché non è buonista anzi mette in evidenza la lotta che nella vita bisogna affrontare per la sopravvivenza.

Tra di loro c’ è pure il problema dell’integrazione, della immigrazione, di coloro che sono venuti dopo e c’è un ‘prima’ e un dopo nei diritti.

Nel parco i ratti e le volpi la fanno da padroni per cui  gli scoiattoli, i pappagalli, i pellicani si organizzano per resistere al nemico. C’ un parlamento, un presidente, un ammiraglio, un esercito, il tutto per condurre una guerra vera e propria conto i ratti e le volpi.

La battaglia è dura e vince il bene conto il male: non ci sono morti e il nemico si ritira lasciando vivere in pace nel parco gli scoiattoli, i pappagalli, i pellicani.

E’ la terribile storia dell’umanità che per vivere deve affrontare il nemico e le varie difficoltà della vita.

I genitori di Rosie, Bruno e Brenda perdono di vista la loro bambina e entrano nel panico. Finiscono di bisticciare e vanno alla ricerca di Rosie che si fa subito trovare e trova quindi i loro genitori affettuosamente uniti nell’amore per la figlia.

Il romanzo non è assolutamente didascalico ma ognuno certamente può trarre le sue conclusioni che possono essere positive o negative.

Un romanzo, o una favola, quello di Simonetta e George molto accattivante, realistico, attuale, con le problematiche difficili del nostro tempo poste con molta chiarezza e discrezione ma con coraggio nella ricerca della possibile verità.

Il libro si adatta ai giovani delle ultime classi delle elementari e a quelli delle medie ma piace anche ai grandi perché in esso si trova l’attualità del mondo che viviamo.

Un nuovo esperimento letterario, a mio avviso, ben riuscito, rivolto a un mondo che merita attenzione e amore.

Agrigento, lì 26.10.2018

Gaspare Agnello