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In questi giorni di feste il Museo Archeologico di Agrigento Pietro Griffo è stato al centro di tantissimi eventi di grande importanza per i residenti e per i turisti.

Un concerto, di grande livello spirituale, è stato tenuto dal coro Santa Cecilia diretto dal Maestro Lo Presti e un altro concerto di Nicola Giammarinaro ha chiuso il 2018.

Ma quello che più colpisce sono le mostre collaterali che si svolgono nei locali del Museo che si possono visitare con ingresso gratuito.

L’Architetto Parello, incaricato della Direzione del sistema museale agrigentino, ha voluto esporre una raccolta, unica al mondo, di monete d’oro bizantine del V e VI secolo dopo Cristo e risalenti al regno di Eraclito.

L’80% delle monete sono state coniate a Costantinopoli e si trovano in ottimo stato di conservazione.

Le monete sono state trovate da tre contadini in contrada Fico di Racalmuto in un recipiente di terracotta, che ne ha impedito il deterioramento, mentre stavano facendo uno scasso di terreno per un impianto di un vigneto.

Nella divisione del bottino due dei tre si sentivano più furbi in quanto il terzo era un bonaccione. I due, nella divisione, hanno fatto la parte del leone mentre il terzo, sentitosi defraudato, ha denunziato il ritrovamento ai carabinieri che hanno potuto recuperare questo immenso tesoro che è stato consegnato alla Sopraintendenza ai Beni Culturali che oggi le offre alla fruizione del pubblico.

Non c’è solo questo da vedere al Museo Pietro Griffo, cosa già di per sé di grandissima importanza.

Nell’auditorium Michele Lizzi, attiguo al Museo, vengono esposte le opere dello scultore Francesco Messina, che provengono dalla Studio Museo Francesco Messina di Milano che si trova nella chiesa sconsacrata di San Sisto.

Francesco Messina è nato nel 1900 a Linguaglossa. Il padre si è trasferito a Genova nel 1901 per imbarcarsi per le americhe. Cosa che non gli è riuscita.

Il giovane Francesco era nato con la vocazione della scultura per cui a sette anni frequenta il maestro Giovanni Scanzi, scultore del cimitero di Staglieno.

Nel 1916 incomincia a partecipare ad alcune mostre, nel 1921 è invitato alla biennale di Napoli e nel 1922 partecipa alla biennale di Venezia con il Cristo Morto.

Nel 1925 espone a Roma e a Parigi.

Nel 1934 vince la cattedra di scultura all’Accademia di Brera.

Nel 1964 scolpisce il Cavallo Morto della RAI. Sono suoi i monumenti di Pio XI e Pio XII e il busto di Pietro Mascagni che si trova alla Scala di Milano.

Francesco Messina è morto nel 1995.

Le opere esposte nell’Auditorium Michele Lizzi, adiacente il Museo Pietro Griffo, sono di grandissima importanza e colpiscono in maniera particolare il visitatore.

Ci sono tre nudi di donna che sono veri e propri capolavori, un viso in terracotta di donna che sembra voler parlare a chi si attarda a guardarla. E pi tanti bronzi di giovani, di donne che rendono la mostra ricca e veramente affascinante.

Messina è stato certamente uno dei maggiori artisti del ‘900 italiano e oggi Agrigento può offrire a chi ha deciso di passare le feste natalizie nella città più bella dei mortali, un momento di alta cultura.

E’ da dire che il costo della manifestazione è assolutamente minimo perché è frutto di uno scambio di opere con Milano.

La fantasia e la capacità di un Dirigente può fare miracoli. E le manifestazioni del Museo Pietro Griffo sono miracoli che rendono significativa la visita ad Agrigento dei turisti, in questo periodo di feste natalizie, che non offre solo la Valle che è già abbastanza.

Agrigento, lì 1. 1.2019

Gaspare Agnello