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Roberto Andò è soprattutto un uomo di teatro e di cinema, ma anche un letterato molto raffinato che Leonardo Sciascia ha tanto apprezzato e incoraggiato, avendo visto in lui molto talento.

Ha lavorato con registi di chiara fama internazionale e ha prodotto molti documentari e film tra i quali ‘Sotto falso nome’, ‘Le confessioni’, ‘Una storia senza nome’.

Ha diretto Andrea Camilleri nella famosa ‘Conversazione su Tiresia data al teatro antico di Siracusa l’11.6.2018.

Ha scritto il libro “Il trono vuoto”vincitore del premio Campiello opera prima e finalista al premio Racalmare Sciascia, da cui ha tratto il film ‘Viva la libertà’.

Ora torna in libreria con la casa editrice La nave di Teseo con il thriller “Il bambino nascosto”.

Dobbiamo subito dire che lo stile della narrazione è molto raffinato e basterebbe solo questo per promuovere l’opera. Non è facile oggi trovare una narrazione così ben congegnata e così elegante.

Il libro potrebbe definirsi un thriller o noir che si svolge in una ambiente degradato.

 

Però il protagonista è un professore di pianoforte per cui l’autore, pur in mezzo ad una storia amara, ci conduce tra la musica classica, che ‘non ha bisogno di parole per esprimersi’. E’ bello leggere il libro facendosi accompagnare dalle musiche di César Franck, di Beethoven, di Johan Sebastian Back, Chopin che l’autore ci suggerisce.

E poi Andò conduce il lettore nel mondo del poeta Konstantino Kavafis le cui frasi fanno da epigrafe a tutti i capitoli. Il Professore dice: “Dei compagni abituali delle sue giornate, l’unico a resistere era Kavafis. Quel poeta di candele, di finestre, di ombre, di malinconiche dissolutezze, continuava a essere conforto per la sua anima”.

Insomma più della storia terribile narrata, ci attira quanto di culturale e di musicale c’è nel libro e tutto questo ci riporta all’amicizia dell’autore con Francesco Orlando che è stato uno dei pochi alunni di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Il Professore Gabriele Santoro è un omosessuale e questo appunto ci fa pensare al grande Francesco Orlando che ha scritto solamente un romanzo, “La doppia seduzione” che ha tenuto per tanti anni nei suoi cassetti e che ha pubblicato alla fine della sua vita. Il libro non passò inosservato perché è stato premiato al premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Santa Margherita di Belìce con una giuria presieduta da Gioacchino Lanza.

Arrivando finalmente alla storia dobbiamo dire che non sappiamo se è la letteratura che supera la realtà della vita o se è la vita che va aldilà dell’immaginazione letteraria. Quello che descrive Andò è un fatto terribile.

Due ragazzini  della malavita napoletana scippano una donna, che è la mamma del capo camorrista di quella zona.

Ognuno di noi può immaginare le conseguenze di quel crimine di due ragazzini, di cui uno, Ciro, si nasconde nella casa del Professore per evitare di subire le gravi conseguenze del suo misfatto.

E qui non andiamo più avanti perché il lettore si dovrà far prendere dalla narrazione per arrivare al finale, come è avvenuto per noi che non ci siamo staccati dalla lettura.

Abbiamo detto che la realtà certe volte è più drammatica di quanto noi possiamo immaginare.

Infatti una stessa storia è avvenuta realmente a Catania dove, in conseguenza di uno scippo alla mamma del capo mafia, sono spariti nel nulla ben cinque ragazzi.

Salvatore Scalia l’ha narrata nel libro “La punizione” .

Andò, abbiamo detto, che è un uomo di teatro e un cineasta e questo certamente ha inciso nella stesura della sua storia che facilmente potrebbe essere tramutata in opera teatrale o cinematografica.

E per concludere, ci chiediamo se è possibile che nella nostra terra possano avvenire fatti di questo genere. La mafia, la camorra, la ‘ndrangheta possono arrivare a simili nefandezze? E’ colpa della nostra società o che altro?

“L’uomo, scrive l’autore, è un animale venuto male”. Papà Benedetto XVI scrive che l’uomo è stato toccato dal peccato originale per cui in esso alberga pure il male.

Ci poniamo infine la domanda perché Roberto Andò ha voluto cimentarsi nella narrazione di una storia così amara, ambientata in una Napoli degradata che potrebbe essere pure Palermo o Catania.

Roberto Andò forse spera che Antigone possa cambiare il cuore umano.

Agrigento, lì 20.2.2020

Gaspare Agnello