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Uomo dove vai? Hai voluto cambiare le regole che mi sono date in secoli di evoluzione, hai rotto tutti i miei equilibri. Mi hai violentata in maniera volgare: hai avvelenato i mari, hai avvelenato l’aria, hai avvelenato la terra ed io ora mi vendico con il coronavirus. Io sono la natura che sostenta gli uomini con i suoi prodotti ma pretendo rispetto e che non vengano mutate le regole che sono armonia, bellezza, frutto e dono del creatore, come direbbero i credenti.

E il dono di Dio va tutelato anche per rispetto delle generazioni future. Tu uomo non sei il re del creato e certe sfide vanno punite.

Non vi è bastata la lezione di Icaro che ha voluto sfidare il Sole ed è finito fracassato sulla terra dove Dio lo ha collocato come custode del creato e non come distruttore dell’ordine naturale delle cose.

Avete disintegrato l’atomo per farne ordigno di guerra e ne avete fatto uso a Hiroshima e Nagasaki oltre che in tantissimi esperimenti che hanno avvelenato la terra, avete avvelenato il mare scaricando in esso tutti i veleni da voi prodotti per cercare di raggiungere livelli di vita che a voi sembrano superiori. Pure l’aria avete appestato con miasmi di tutti generi.

Avete forzato la terra a produrre di più aiutandola con veleni che distruggono l’equilibrio naturale che si era creato nel corso dei millenni. I vostri diserbanti uccidono l’erba cattiva ma uccidono i grilli e tutti gli insetti che hanno una loro funzione, senza dire che, attraverso le piogge, vanno ad avvelenare l’acqua che vi concedo per mantenere la vostra vita.

Tante specie animali e vegetali non resistono ai vostri veleni e si estinguono riducendo la biodiversità.

State bruciando le foreste di tutto il pianeta.

Questo in sintesi oggi ci rimprovera la natura e ci richiama all’ordine con un flagello universale che è destinato a cambiare il nostro modo di vivere e che lascerà macerie di natura economica difficilmente colmabili.

Papa Francesco nel 2015 ci ha ammoniti con la sua grandiosa enciclica LAUDATO SI’ (leggi la mia recensione) che nessuno ha voluto ascoltare e neanche i preti citano nelle loro omelie.

Del resto Francesco non ha detto nulla di nuovo rispetto al Poverello di Assisi che scrisse:

Laudato sie mi’ Signore,

cum tutte le tue creature, specialmente messer lo frate sole,

lo quale è iorno, et illumini noi per lui….

….Laudato sì , mì signore per frate vento

Et per aeree t nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale a le tue creature dài sostentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,

la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta…

“Non si addice ad abitanti di questo pianeta, scrive Papa Francesco, vivere sempre più sommersi di cemento, asfalti,, vetro e metalli, privati del contatto fisico con la natura…Molte volte è stato trasmesso un sogno prometeico di dominio sul mondo che ha provocato l’impressione che la cura della natura sia cosa da deboli. Invece  l’interpretazione corretta del concetto dell’essere umano come signore dell’universo è quella di intenderlo come amministratore responsabile”.

Il Papa ci dice ancora che “Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli stili di vita, i modelli di produzione e di ci consumo, le strutture consolidate di potere che oggi regolano la società”.

E quasi ad avere previsto questa grave pandemia  scrive: “Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia”

C’è ancora chi non crede nel cambiamento climatico e si ostina a continuare ad ammorbare l’aria, c’è chi non crede nel virus e va a finire intubato come il primo ministro inglese.

Sciascia, in tempi lontani, ha creduto nella possibilità che la scienza potesse essere messa a disposizione della distruzione dell’umanità e ha immaginato che lo scienziato Majorana si fosse ucciso perché era consapevole che la sua scoperta potesse essere adoperata per distruggere l’umanità, come poi è avvenuto.

Queste brevi considerazioni abbiamo voluto fare  mentre la nostra vita è sconvolta, i rapporti sociali eliminati e l’uomo chiuso in una tremenda e inquietante solitudine da cui non si sa come ne uscirà.

Quali sono le soluzioni sulla nuova gestione del mondo? Noi non lo sappiamo e anche il Papa dice che la Chiesa pone il problema e che la soluzione spetta ai governati delle nazioni.

Speriamo che gli uomini prendano contezza del fatto che la natura va rispettata e tutelata perché in essa è la ragione della nostra esistenza su questo pianeta.

Agrigento, 7.4.2020

Gaspare Agnello