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Salvatore Falzone è un cattolico militante che ha scritto alcuni libri su vite di santi che hanno un loro fascino anche per chi non è credente come me. E’ stato finalista al premio letterario Racalmare-Sciascia con il libro Piccola Atene che è veramente bello e interessante, ha scritto su Pina Suriano, e poi il libro ‘Fuga verso la croce-La missione di Francesco Spoto in Congo’, e ‘La donna che nacque due volte-Vita di Vincenzina Cusmano’.

Ora arriva di nuovo nelle librerie con il libro ‘TONIOLO SENZA BAFFI-una biografia del maestro dei cattolici’- per le edizioni del Credito Cooperativo Ecra.

Per chi, come me, ha una cultura socialista, gramsciana e quindi lontana dal variegato mondo cattolico, scopre un Toniolo con tanto di baffi che merita grandissimo rispetto e che ha creato, nella seconda metà dell’ottocento e nei primi del novecento, il movimento cristiano sociale parallelo e in concorrenza con i movimenti socialisti che si aggiravano per l’Europa con il Manifesto di Marx ed Engels e con tanti pensatori tedeschi, francesi, inglesi, italiani che crearono le basi dei partiti socialisti e comunisti del 900 e del movimento sindacale.

Si affermava in Europa la grande industria e di conseguenza le aggregazioni di operai e le loro problematiche ponevano in primo piano la questione sociale.

In Italia tutti questi movimenti culminarono nel 1892 nella creazione del Partito Socialista dei Lavoratori e nella creazione del primo nucleo sindacale da cui doveva avere origine la grande CGIL.

Era evidente che la Chiesa non poteva restare tagliata fuori da questi fermenti e questo lo capirono tante personalità dell’intellighenzia cattolica di cui il maggiore rappresentante è stato certamente il Professore Toniolo chiamato Bepi.


Giuseppe Toniolo

Del resto Toniolo, rifacendosi al vangelo e a Francesco d’Assisi, trovava le radici per costruire un nuovo sistema economico capace di venire incontro alle esigenze dei nuovi tempi. Ed ecco nascere movimenti cooperativistici, nuove banche cattoliche e tutto ciò mettendo alla base la fede cristiana e quindi l’uomo, dichiarando guerra all’utile individuale e a tutto ciò che negava rilevanza allo spirito dell’uomo e alla legge morale. Sono un economista cristiano, soleva ripetere Toniolo. E all’Università di Pisa molti colleghi lo guardavano di malocchio appunto per queste sue teorie legate in maniera indissolubile alla fede cristiana che lui viveva con santità.

Spinse padre Agostino Gemelli a fondare l’Università cattolica.

Viveva religiosamente anche la sua vita di marito e di padre. Si sposò con Maria il 4. Settembre del 1878 nella chiesa parrocchiale di Pieve di Soligo: “Niente dolci baci né languide carezze. Ma la passione era già lì: nel digiuno che accresce la voglia, tradita da segreti sussulti e moti incontrollati di pupille. Passione pronta a bruciare e a lasciare sulle lenzuola sette figli  al posto della cenere”

Falzone racconta, nel suo libro le alterne vicende della vita di Toniolo e le dure battaglie che dovette affrontare all’interno della Chiesa tra modernisti e conservatori, tra coloro che si attardavano a combattere il nuovo stato italiano liberale e coloro che, come lui, volevano la pacificazione riconoscendo legittima l’unità d’Italia, cosa che si poté realizzare con la prima guerra mondiale alla quale i cattolici contribuirono con il sacrificio di tanti credenti.

Anche la famiglia di Toniolo pagò un prezzo di sangue alla guerra, dove morì il tenente Giovanni fidanzato della figlia Teresa che si aggiungeva al lutto per la morte della figlia Emilia che si era monacata.

Il momento di gloria per Toniolo avviene con l’ascesa al soglio pontificio  del Cardinale Gioacchino Pecci con il nome di Leone XIII.

Con questo papa Toniolo  potè avere libero accesso al soglio di Pietro e ispirare la prima grande enciclica papale a carattere sociale la “Rerum novarum” che è stata la pietra miliare su cui è stato costruito un sistema di politica economica che ha avuto conseguenze sulla vita politica italiana del ‘900.

Da queste fondamenta nasce Don Sturzo, il Partito popolare, la Democrazia Cristiana e non ultime le sconvolgenti encicliche Caritas in veritate di Benedetto XVI e la Laudato si’ di Papa Francesco che merita un discorso a parte perché apre orizzonti inesplorati alle teorie economiche e ambientaliste della chiesa che sicuramente avranno riflessi enormi nel campo della politica italiana e mondiale.

Tutto o quasi tutto nasce da Toniolo che, dal libro di Falzone, viene fuori in tutta la sua grandezza di cristiano e di economista.

Salvatore Falzone

Può definirsi un integralista e non poteva essere diversamente per un uomo che diceva che la religione è il vero aroma della vita e tutto discende dalla divina provvidenza. E qui nasce il contrasto di fondo tra i movimenti socialisti e quelli cristiani.

Tutto dipende dall’economia, afferma Marx, mentre per i cattolici tutto dipende dalla divina provvidenza, ma a parte queste differenziazioni ideologiche i fini possono ritenersi comuni e cioè la valorizzazione dell’uomo che secondo Toniolo “Non vive di solo pane”…”La crisi sociale non è soltanto un questione di ventre. L’uomo alla caccia dei dollari o l’avaro custode dei sudati guadagni non appaga l’ideale dell’anima mia. Essa vagheggia l’uomo riabilitato dal lavoro, non vittima di esso, e tale che sotto la giubba dell’operaio sia partecipe della vita e dello spirito, né dimentichi di essere marito, padre, cittadino e partecipi al flusso quotidiano del progresso sociale”.

Parole queste che tutti possono condividere.

Divide socialisti e cattolici la concezione della lotta di classe che i cristiani non possono accettare perché alla base delle loro teorie c’è l’amore e non l’odio di classe. Però è da dire che lotta di classe non significa odio, tant’è che nella Laudato si’ fa capolino il concetto di lotta di classe.

Falzone, nel suo libro, evidenzia i motivi per cui, a detta di Toniolo, il socialismo in Italia non è mai diventato maggioranza. Ecco cosa dice Toniolo: “Come mai” si chiese “ in un ambiente così saturo di passioni non ha mai potuto trionfare il socialismo? Per rispondere a questo interrogativo è necessario risalire a cause molteplici. Per esempio: l’ordine sociale cristiano con la sua gerarchia alla base, il concetto e l’ordinamento della proprietà, la saldezza del nucleo familiare, la vitalità potente degli organismi intermedi tra l’individuo e lo Stato, i dogmi di fede, i precetti di giustizia e carità talora violati in pratica ma raramente disconosciuti nel loro principio e tutto quel complesso di sereni ideali, di indiscusse verità, di consolanti speranze, di affetti inesauribili che derivano dalla cristiana religione e che, tra le miserie della natura umana e le asprezze d’un periodo di transizione, tenevano alte le ragioni dello spirito su quelle della materia, e porgevano compenso e tregua alle sofferenze e delusioni d’una vita di lotta e di contrasti”.

E ancora scrive: “Il socialismo è l’ultimo prodotto di una serie prolungata di violazioni dell’ordine cristiano fondato invece sulla giustizia e sulla carità; il socialismo è ateo e noi siamo religiosi; il socialismo è distruttore, e noi vogliamo ricostruire l’ordine gerarchico e la libertà legittima, l’uguaglianza proporzionale, la solidarietà negli intenti finali del vivere civile; e per raggiungere questo ideale fosse nostro malgrado necessario schierarci col popolo soltanto, noi non esiteremo un isatante”.

Queste sono le considerazioni di Toniolo sui rapporti tra mondo cattolico e mondo socialista .Oggi tante cose sono cambiate e alla luce della Laudato si’ si sono create le condizioni per un discorso cristiano sociale capace di affrontare e risolvere i gravi problemi che affliggono l’umanità, superando le questioni ideologiche e di fede.

Tornando al libro di Salvatore Falzone dobbiamo dire che vi troviamo la importante vicenda di Don Romolo Murri che ha avuto anche lui un ruolo importante nel definire le teorie sociali della chiesa.

La stella di Toniolo si appanna con l’elezione al soglio di Pietro di Pio X. Toniolo era legato al Cardinale Rampolla del Tindaro che non venne eletto Papa per il veto del governo austriaco. Pur non essendo pienamente accreditato nel colle più alto, continuò a tenere conferenze e a far sentire la sua voce fino a quando nel 1918 non chiuse la sua vita terrena, nella speranza  che dopo la guerra si chiudesse il periodo caratterizzato dai concetti della rivoluzione francese per restaurare la primazia della fede e quindi della chiesa.

Insomma il libro di Falzone ci fa conoscere un mondo importante delle vicende del nostro paese e non solo, trasformando la narrazione della vita di un grande personaggio, in un romanzo romantico ed eroico che tutti dovremmo leggere per i valori morali che in esso vi sono espressi, a prescindere della condivisione di alcune teorie.

Agrigento, lì 28.5.2020

Gaspare Agnello