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Tre mesi di isolamento ci hanno segnato negativamente e qualche volta positivamente perché ci hanno ricondotto ai libri e a noi stessi.

Ho voluto interrompere questo periodo realizzando il sogno di andare a dormire, almeno per una notte, in una stanza magica dell’Atelier sul mare di Antonio Presti a Castel di Tusa.

Ho dormito in una stanza realizzata da un’artista giapponese che è stato colpito da un raggio di luna che ha illuminato il suo soggiorno in quella stanza. E l’ha realizzata con una nicchia dove un lumino di cera la illumina e le pareti e il pavimento sono colore oro. E lì, senza luce elettrica, senza televisione, senza telefono puoi ritrovare te stesso e dormire senza stress o bruciori di stomaco.

La mattina quando ti alzi, apri la finestra e osservi la bellezza del creato: il mare del litorale più bello del mondo, le sagome delle isole Eolie e sulle colline la piramide di Antonio Presti dove ogni anno si celebra il rito della luce con tanti poeti vestiti di bianco che recitano i loro versi.

Quest’anno non c’erano i poeti ma ci siamo ritrovati lo stesso a gustare il sole che, nel solstizio d’estate, entra dentro la piramide e la illumina creando un’atmosfera magica.

Non ci sono stati a Castel di Tusa i poeti ma c’era un pubblico selezionato e raffinato che ha assistito all’inaugurazione del Cavallo eretico dello scultore Bonanno Conti Antonio che giganteggia davanti l’Atelier. Perché un cavallo per rappresentare l’eresia, ho chiesto allo scultore. Perché il cavallo è un animale libero, mi ha risposto Bonanno Conti Antonio, e l’eresia è simbolo di libertà.

Guardando quel cavallo ho ripensato a Sciascia al suo fra Diego La Matina, il monaco eretico che ha ucciso il suo inquisitore e che è morto sul rogo dell’inquisizione dinanzi la Cattedrale di Palermo.

Strano il mecenate Antonio Presti. Lui eterno inquisito ha voluto celebrare l’eresia perché sa che l’eresia è il futuro, la ricerca della verità .L’Eretico brucia ma la scintilla dello fuoco che lo arde genera il progresso e la civiltà.

Soggiornare all’Atelier sul mare significa vivere la bellezza, ritrovare il senso alto della nostra vita, assaporare la bellezza della natura che Antonio Presti ha voluto valorizzare con un grandioso museo a cielo aperto che va visitato e capito.

Se poi si ha la forza di arrivare al castello di Pollina si può toccare il cielo e gustare la Sicilia delle Madonie e la Sicilia del mare di Cefalù e delle Eolie, un posto dove sicuramente Dio si è riposato il settimo giorno.

Agrigento, lì 23.6.2020

Gaspare Agnello

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