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I vulcani non si spengono mai e quando sembrano in sonno si risvegliano di soprassalto e incominciano ad eruttare.

Enzo Lauretta, un uomo che ha superato abbondantemente le “quattro ventine”, continua a tenere in vita un importante convegno internazionale di studi pirandelliani attraverso il quale diffonde e approfondisce la cultura pirandelliana in tutto il mondo, portando allo studio delle opere del nostro drammaturgo migliaia di giovani.

Ma il vulcano abbiamo detto che ci sorprende continuamente e in questo caldo ferragostano del 2009 ci ha regalato un suo nuovo romanzo “Lo sguardo periferico” in cui Lauretta sperimenta un nuovo genere letterario, il giallo, condito sempre da grandi passioni amorose. Non ci aspettavamo una simile sorpresa di un letterato come Lauretta che ha dedicato tutta la sua vita agli studi pirandelliani ma, abbiamo detto, da un “giovane” come Lui ci si deve attendere di tutto.

Questa libro si aggiunge agli altri quali “I giorni della vacanza” pubblicato da Mursia nel 1973, “La sposa era bellissima”, Vallecchi 1984, “La piccola spiaggia” Vallecchi 1986, “I salmoni del San Lorenzo”, Vallecchi 1988, “Maddalena”, Rizzoli 1991, “L’Ospite inattesa”, Il Vantaggio 1994, “Vacanza in Sicilia” San Paolo 1995, “L’amore truccasto” Cota e Nolan 1998, “I due preti”, La Cantinella 2004, “Teneri amori” O.G.E. 2007, senza parlare di saggi letterari che sono di grande importanza per la conoscenza della letteratura italiana del novecento.

In questo nuovo libro “Lo sguardo periferico” Lauretta parla di una famiglia borghese della nostra provincia che vive regolarmente la sua vita di coppia presa dal lavoro, dall’amore dei figli. Ma forse oggi questo non basta più per cui la coppia scoppia ed i divorzi sono diventati la regola.

Michele, che è rappresentante di automobili, si innamora di Maja, una bellissima donna di Tallin in Estonia, Anna la moglie, tradisce il marito con il consulente finanziario del marito e i due sono sul punto di divorziare.

Ma non si arriva al divorzio perché Anna viene trovata morta nel salotto di casa sua e qui si apre un giallo di cui non è giusto parlare perché ognuno lo deve gustare leggendo il libro.

enzo-laurettaIl triller è una nuova strada che imbocca Lauretta e se, in prima battuta ci ha un poco disorientato alla fine ci ha pienamente convinti, anche se le soluzioni che si potevano dare alla vicenda potevano essere diverse.

Lauretta ne sceglie una “a lieto fine”, noi ne avremmo scelto un’altra perché ci sembra ingiusto che un personaggio possa costruire la sua felicità a seguito della morte della sua partner. Ma ognuno ha le sue logiche.

Ma oltre al fatto che solleva problemi di grande valenza sociale ci interessa il costrutto psicologico del libro da cui emerge un personaggio che ama la vita, gli amori, direi un personaggio godereccio a cui piace “baciare, fare l’amore e parlare” a cui fa da contraltare un personaggio preso dalle problematiche religiose che lo portano dal prete per confessarsi e dirgli: “Veda- da tempo mi sono scoperto un curioso stato che forse non è un caso solitario ma in me ha avuto un peso angosciante. Mi sento come diviso in due: da una parte, in linea diretta, vedo Dio, il Bene, l’ordine. Dall’altra parte, in linea trasversale, il mio occhio è irresistibilmente attratto dalla presenza della donna, un polo con diverse diramazioni che mi hanno complicato la vita. E’ come se avessi due anime. Non è una specie di sdoppiamento ma proprio la presenza di due spiriti con inclinazioni diverse, troppe volte opposte. Per questa vita, specialmente dopo che il rapporto con mia moglie è entrato in crisi, ho peccato e ho perduto la visione diretta, preferendo quella maledettamente trasversale e periferica. So di parlare complicato. Ma difficile è stata la mia vita, tra innamoramenti superficiali, piccole avventure senza senso, e finalmente un rapporto vero, intenso.

E qui sta tutto il dramma del libro: la visione diretta che è la morale religiosa e la visione “trasversale e periferica” che è la visione dei sensi e dei sentimenti umani.

E’ il dramma dell’uomo di fede che si può risolvere solamente uccidendo Dio. Lauretta non lo vuole uccidere ma se ci fosse ancora l’inquisizione sarebbe andato al “ROGO” come “ERETICO” “FEDELE”.

Potete Acquistare il Libro “Lo Sguardo Periferico” dal Sito dell’Editore Metauro

Agrigento,lì 16.8.2009 gaspareagnello@virgilio.it